AlessandriaCoordinamento Provinciale

LA SINDACA “FORNEROSSA”

QUANDO LA SEDIA BALLA SI CALANO LE BRAGHE

SIMBIOSI

Alessandria -

Abbiamo letto le commuoventi parole della sindaca “fornerossa”, e conoscendo bene il personaggio pensiamo che farebbe qualunque cosa pur di non mollare il cadreghino.

Parla di obbiettivi raggiunti, quali? Quelli di aver licenziato tutti i precari senza commuoversi secondo le direttive del “guercio” e il silenzio dei sindacati servi?  Non si è nemmeno commossa con una cuoca che le ricordava di avere figlia invalida e orfana, in quel caso la cuoca piangeva ma la sindaca “fornerossa” era indifferente.

Le lacrime della sindaca “fornerossa” sono lacrime da 2900 euro al mese mentre quelle della cuoca sono lacrime da disoccupata.

Dov’era tutta questa commozione quando aumentava le tasse comunali? o quando è andata a vedere la partita dei grigi a Genova  a spese dei contribuenti? O quando attaccava il rappresentante USB aprendo un procedimento disciplinare per un fatto avvenuto fuori dall’orario di lavoro? O querelando gli stessi per legittime rimostranze per uno striscione che riportava una situazione che si è poi verificata tempo dopo?

Per quanto riguarda il ripristino dei buoni pasto, che dire, altro spot elettorale ben concertato con gli amichetti servi di via Cavour 27 che dopo aver chiesto di far abbassare nel 2012 l’importo da 7 € a 5,29€ ora hanno chiesto di ripristinare tale somma.

Oggi in piena campagna elettorale questi “cagamaretti” cercano di far raccattare qualche voto alla giunta “fornerossa” in quanto i consensi sono in caduta libera.

USB è sicura che i dipendenti abbiano il senso di giustizia e che a giugno NON ri-voteranno la “fornerossa” come sindaco e auspica anche un cambio di tendenza sindacale stracciando le tessere degli ipocriti e rafforzino l’unica OS dalla parte dei lavoratori.

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