Dopo DAL MOLIN, ci si ripresenta una nuova fabbrica di guerra

all’aeroporto di militare di Cameri provincia di Novara si preparano gli assemblaggi degli aerei F35, mezzi con testate nucleari

 

Novara -

Altri cittadini che subiranno sulla loro pelle i disastri ambientali, ma anche le preoccupazioni di chi su quel territorio testa e prova gli aerei con materiali pericolosi. Aggiungiamo la preoccupazione come lavoratori, per i soldi cui il nostro paese partecipa con ingenti stanziamenti previsti nell’attuale finanziaria 2007 e in quelle future per la guerra. Ci hanno raccontato la favola di “sacrifici per gli italiani” per rimettere a posto i conti pubblici, abbiamo subito ogni forma di prevaricazione come cittadini e come lavoratori, senza contratto, con tagli alla sanità, alla previdenza, alla scuola a tutto il welfare state, e poi scopriamo che i soldi servono per partecipare ai progetti americani di guerra infinta. Non possiamo,come Vigili del fuoco che esprimere la totale solidarietà nei confronti dei concittadini “tartassati” e per tutte le manifestazioni che si svolgeranno nei prossimi giorni. Il presente documento ribadisce quindi la propria condivisione e partecipazione contro i progetti di guerra del nostro paese e rivendica «le lotte che hanno visto il loro momento più alto a Vicenza contro altri basi militari, ma anche con gli scioperi del sindacalismo di base per mettere il governo alle strette su pilastri fondamentali della vita che oggi vengono meno. Infine la RdB-CUB dichiara la propria contrarietà «ad ogni ipotesi di costruzione di strumenti di guerra ed invitiamo i lavoratori pubblici e privati a mobilitarsi contro questo governo che del territorio italiano vuole farne una base permanente di guerra! «L'esperienze di lotta passate devono essere riporta anche in questa circostanza e farla diventare un caso europeo. Bisogna attuare tutte le forme di lotte di questo movimento a partire se è necessario dallo sciopero generale. Le risposte che bisogna cominciare a dare, riguardano non solo il modello di sviluppo che vogliamo, ma anche come si decide questo modello, come si usano le risorse e come si coinvolgono i cittadini e le comunità. Perché se è vero che ci deve essere attenzione alla adattabilità ambientale è pur vero che ci deve essere attenzione alla compatibilità sociale».

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