Lavoratori in piazza.

COMUNICATO STAMPA

Questa mattina, per l'ennesima volta, la RdB/CUB Pubblico Impiego e i lavoratori dei settori pubblici si sono ritrovati in piazza in assemblea pubblica per ribadire la netta contrarietà alla manovra economica contenuta nella Legge 133/2008 (ex DL 112), che configura un attacco senza precedenti ai salari ed ai diritti dei dipendenti pubblici, producendo allo stesso tempo il sostanziale smantellamento dello Stato Sociale.

I lavoratori pubblici, messi alla gogna con una diffamante campagna mediatica che mira a screditarne la dignità, respingono ogni attacco alla pubblica amministrazione ed ai diritti dei lavoratori e dei cittadini, denunciando i contenuti della Legge 133 che riguardano il pubblico impiego:

 

  • chiusura di vari uffici pubblici; forte riduzione della retribuzione accessoria; pensionamenti forzati; sostanziale blocco delle assunzioni e della stabilizzazione dei precari; taglio degli organici; limitazione dei diritti riguardanti le assenze per malattia e l’utilizzo dei permessi Legge 104/1992; restrizione dell’accesso al part-time.

Nel sottolineare come la Legge 133 abbia di fatto sottratto alla contrattazione alcune materie, si evidenzia al tempo stesso la gravità della scelta dei sindacati concertativi di concordare con confindustria e governo un nuovo modello contrattuale, che toglie valore alla contrattazione collettiva nazionale ed apre la strada ad accordi territoriali, se non addirittura individuali.

La RdB/CUB, a differenza di altri sindacati presenti, non ha volutamente partecipato all'incontro con il Prefetto, non per mancanza di rispetto, in quanto avendo già in un recente passato incontrato l'organo di governo e rappresentato le problematiche abbiamo ritenuto superfluo essere ricevuti in quanto  abbiamo da tempo dichiarato lo sciopero generale.

La RdB/CUB ha invitato i lavoratori e lavoratrici presentiad aderire allo sciopero generale del 17 ottobre ed a partecipare alla manifestazione nazionale a Roma, da piazza della Repubblica a piazza S. Giovanni, scegliendo una volta per tutte  da che parte stare e con chi stare a sostegno di una piattaforma  rivendicativa che ha tra gli obbiettivi:

  • rilancio della pensione pubblica e ferma opposizione allo scippo del TFR per finanziare i fondi pensione privati;
  • forti aumenti per salari e pensioni, insieme al ripristino di un meccanismo automatico di adeguamento dei salari all’aumento del costo della vita;
  • difesa e potenziamento di sanità, scuola e previdenza pubbliche;
  • maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro con la previsione di sanzioni penali per chi non è in regola.
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