Proposta della C.U.B. agli amministratori di Provincia e Comuni dell'alessandrino

 

Sull’attuale “crisi globale” molto è già stato scritto e detto, spesso molto lontano dal corollario assunto dal sindacalismo di base, riassumibile nella parola d’ordine: “Non pagheremo noi la vostra crisi”. La manifestazione nazionale del 28 marzo e, soprattutto, lo sciopero generale indetto per il 23 aprile, si collocano in una linea di aperta rottura con l’ ennesima riproposizione della concertazione proposta dalla quasi totalità del ceto politico. Fatta questa premessa, il sindacalismo di base parte del presupposto che in questa fase sia fondamentale riaprire il dibattito sul reddito garantito per tutti..


Le spese di tutti i giorni, le bollette, i costi dei beni essenziali, gli affitti, i mutui, ma persino le stesse spese individuali di produzione (basti pensare agli accresciuti disagi di chi è costretto ad accettare situazioni lavorative peggiori in termini di trasporto...): sono tutti elementi con i quali gran parte della popolazione si trova a dover combattere oggi in condizioni più sfavorevoli di ieri.


Se da un lato è vero che da questa crisi si potrà uscire attraverso un ripensamento di molte scelte economiche e sociali su cui in tutti questi anni è calato il veto a ogni critica, in nome della prevalenza della legge di mercato, è altrettanto vero che milioni di persone si trovano oggi nella condizione di dover rivolgersi al sistema italiano con un’unica eloquentissima richiesta: Fuori i soldi !”


Per questo, oltre a un legittimo fastidio verso tutti i pensatori che ci hanno portato a questa situazione e che oggi pretenderebbero pure di ergersi a medici della malattia che hanno procurato, riteniamo intollerabile il falso moralismo che da più parti viene evocato per spingerci verso una vota più sobria, tanto quanto l’odiosa ignoranza di chi ci invita a essere fiduciosi e, quindi, a spendere soldi che non abbiamo.


Ma, se anche di scelte etiche dobbiamo parlare, allora vogliamo farlo rivolgendoci innanzitutto a quelle istituzioni che debbono porsi come strumento di mediazione tra lo stato e i cittadini, e perciò vogliamo chiedere un esame critico – e autocritico – sulla prospettiva che queste istituzioni, regioni province comuni, si danno per porre al centro delle proprie scelte per i prossimi mesi proprio il problema del sostegno al reddito, da un’anticipazione degli ammortizzatori sociali già previsti a un impegno per l’estensione degli stessi, da un allargamento della deroga per la cassa integrazione fino a un progetto di copertura, per esempio, di un possibilissimo stato di crisi per migliaia di soci-lavoratori di quella Caienna che è diventato il mondo delle cooperative.


Stiamo parlando di quando – perchè i “creditori” possono ridurre alla rovina una famiglia in pochi mesi – e stiamo parlando di quanto, intendendo con ciò domandare quanto sia possibile destinare complessivamente di un bilancio comunale, provinciale, regionale, a un progetto di sostegno al reddito che sappia anche trarre risorse, per i prossimi tempi, da altre voci di bilancio forse più spettacolari dal punto di vista dell’apparenza e dell’utilità elettorale.


Ci sorge spontanea la domanda se davvero le risorse disponibili siano solo quelle di cui si parla o se non esista una concreta possibilità di ampliare il campo e la misura dell’intervento istituzionale.


Per questo, come C.U.B. di Alessandria, intendiamo proporre a Comuni e Provincia una moratoria di almeno un anno per sospendere il 90% delle spese destinate a feste, manifestazioni e convegni, al fine di destinare questi fondi a un allargamento importante della base economica su cui costruire l’accesso agli ammortizzatori sociali per il maggior numero di persone.

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