"RIFLESSIONI A…SINISTRA"

I° Maggio a Milano ore 14.00 - p.zza XXIV Maggio - Porta Ticinese

Alessandria -

Abbiamo sempre sostenuto che il sindacato debba essere assolutamente autonomo dai partiti, e continueremo a operare perché la C.U.B. resti coerente con questa linea. Per questa ragione riteniamo di poter fornire un contributo alla discussione, apertissima, sulle cause per cui le scelte  dei lavoratori si siano orientate verso l’astensione oppure si siano allontanate dai riferimenti elettorali “storici”. Poiché non pretendiamo di esaurire la nostra analisi con una lettera, ci limiteremo a due elementi secondo noi fondamentali, e che sono stati il terreno di impegno più consistente dei sindacati concertativi e dei partiti ai quali (loro, sì !) fanno riferimento:

l’accordo sul welfare e i fondi pensione.

Non c’è stata occasione in cui gli esponenti di CGIL CISL UIL e i politici del centro-sinistra non abbiano magnificato i cinque milioni di consensi ottenuti al referendum sul welfare, dimenticando clamorosamente che gli aventi diritto al voto sarebbero stati almeno trenta milioni e che l’intera operazione era stata gestita secondo i consueti criteri della democrazia concertativa: vota solo chi è d’accordo, più una piccola parte di dissenzienti che dia una patina di legalità all’intero baraccone.

E’ impressionante constatare come il centro-sinistra abbia volutamente e ciecamente ignorato che la profonda avversione all’accordo, costretta al silenzio in milioni di persone, si sarebbe poi espressa in altre forme, anche facendo pagare il prezzo più alto alla sinistra “radicale” che, malgrado protestasse a gran voce, ha poi continuato a sostenere il governo. Uno sguardo, anche sommario, ai contratti siglati nell’ultimo anno, non può che confermare questa ipotesi.

L’altro cavallo di battaglia del sindacato concertativo e dei suoi partiti di riferimento sono stati i fondi pensione,  sui quali uno stuolo di imbonitori spudorati e prezzolati, sostenuti dal governo “amico”, ha cercato di far confluire i TFR dei lavoratori privati, mentre si preparava il terreno per un analogo scippo ai danni dei dipendenti pubblici.

La realtà è sotto gli occhi di tutti.

I fondi pensione vanno a fondo per affetto della crisi delle borse; nel primo trimestre 2008 perdono mediamente il 2% mentre il tfr guadagna lo 0,8% netto. Alcune linee di investimento hanno realizzato perdite superiori al 10%.

Come era facilmente intuibile, se ne va in fumo il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere da come rende l’investimento, solo i gestori e le banche.

I fondi pensione, essendo investimenti a rischio, dipendono dai rendimenti finanziari; pertanto la caduta dei rendimenti borsistici, e la recessione americana/mondiale bruciano quotidianamente miliardi di euro. Del resto la massiccia fuga degli investitori nei fondi comuni conferma questo andamento. Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, ha deciso di tenere il Tfr in azienda. Le scarse adesioni ai fondi pensione di categoria (il 15,2% di fine 2007, circa 1,9 milioni di lavoratori, compresi i truffati dal silenzio assenso), hanno affossato il progetto di smantellamento della previdenza pubblica e la sua sostituzione con un sistema individuale a favore della borsa, della speculazione e degli affaristi. I rendimenti deludenti hanno ridotto anche le adesioni; la spinta propulsiva allo scippo del tfr è sostanzialmente fallita ed esaurita e in alcuni fondi le uscite superano le nuove adesioni.

Per queste ragioni, la CUB ritiene che si debba eliminare la clausola vessatoria del “silenzio assenso” continuando con maggior vigore l’impegno affinché i nuovi assunti siano correttamente informati sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione. Inoltre si  pone come unico punto di riferimento sindacale credibile per tutti quei lavoratori/trici, precari/e, disoccupati/e, pensionati/e che non si riconoscono più in quei sindacati concertativi che hanno permesso questa deriva per rilanciare con forza iniziative di lotta in preparazione dello sciopero generale dove i punti più rilevanti saranno: salario, sicurezza nei luoghi di lavoro, democrazia e diritti sindacali per tutti, lotta alla precarietà, misure di sostegno al potere di acquisto di salari e pensioni, rilancio del ruolo del contratto nazionale a partire dalla:

EURO MAYDAY PARADE 008 - I° Maggio a Milano ore 14.00 - p.zza XXIV Maggio - Porta Ticinese

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