SOLIDARIETA'-UNIONE-CONFLITTO

Alessandria -

 

L’Unione Sindacale di Base di Alessandria esprime la propria solidarietà ai lavoratori e lavoratrici dipendenti della ditta Aristor, che per l’ennesima volta vengono umiliati, prima con i ritardi nei pagamenti degli stipendi, ora addirittura con l’impossibilità di effettuare i pagamenti.

L’USB ritiene che le chiacchiere stiano a zero, a fronte della leggerezza e incompetenza nel gestire la “cosa pubblica” da parte degli attuali amministratori della giunta locale ( per l’aspetto di infiltrazioni mafiose sta indagando la magistratura).

La gestione della " cosa pubblica "in Alessandria è figlia di frammentazioni, spezzatini,  scatole cinesi, il tutto concertato con governi centro destri e sinistri e sindacati compiacenti  che oggi dimostrano i limiti ed i fallimenti delle loro scelte, con la conseguenza di non poter incidere minimamente sul cambiamento del sistema che hanno contribuito a creare.

Inoltre il totale sostegno e vicinanza di USB alle persone, amici, compagni, ai 13 colpiti dal "regio decreto" del ...1931 che, se ci fosse ancora il bisogno di dimostrarlo, esprime la volontà repressiva dei poteri forti nei confronti di tutti coloro he esprimono un dissenso atto a favorire un cambiamento e che un altro mondo è possibile.

Per la cronaca, anche esponenti di USB sono stati oggetto di uguali “particolari attenzioni” in occasione dell’opposizione alla privatizzazione di ATM, dopo vari scioperi e manifestazioni.

E’ risaputo, come gli “appetiti” siano forti e si avvalgano anche di obsolete leggi fasciste e braccia armate operative di controllo, pur di soddisfare i commensali dei “banchetti luculliani”.

 

Queste azioni rafforzano in noi le convinzioni da sempre condivise dai movimentino tav-terzo valico, difesa dei beni comuni, della inutilita' di tali opere volute esclusivamente per soddisfare gli interessi di ambienti politici/mafiosi e sindacati compiacenti.

L’unica speranza per i dipendenti Aristor, i lavoratori in generale, i precari, i disoccupati, i pensionati è  praticare un sano e inevitabile conflitto che vada oltre, con tutto il rispetto, al solito scioperetto o incatenamento, partendo soprattutto nel comprendere da che parte stare e con chi schierarsi.

In questo senso la “crisi” ci dà una mano aiutando a comprendere chi è alla continua ricerca di tavoli concertativi, continuando a svendere i pochi diritti rimasti dei lavoratori, (accordi del 28 giugno 2011 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, ratificato il 21 settembre scorso che ha aperto la strada all'art. 8 della manovra del governo e alla cancellazione dei contratti nazionali), e chi da sempre sostiene che questa crisi sia di sistema e pertanto vada combattuta con il conflitto, unico strumento giusto per cacciare il governo dei banchieri, BCE–UE–FMI con l’unione di tutti  i soggetti che praticano opposizione sindacale, sociale e politica a livello locale, superando i tatticismi, le logiche di schieramento e le divisioni e incomprensioni che spesso si sono create e lavorare per costruire un fronte coerente con alcuni obiettivi comuni ed una serie di scadenze, tra le quali quella importante dello sciopero generale del 27 gennaio 2012 e della manifestazione nazionale a Roma                                                         

A questo scopo USB ha già inviato un appello a tutti i soggetti locali e si rende disponibile a riunioni ed incontri che possano favorire tali necessarie ed auspicabili convergenze.

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